Critica | Art Critic

Elena Gollini, giornalista, critico d’arte e curatore per “Promoter Arte” e “Milano Art Gallery”.
Recensione per la Pro Biennale 2017, Spoleto Arte Pavillion:

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“Marco Guglielmi, alias ReImmortal, è portavoce di una concezione artistica innovativa e fuori dagli schemi accademici più rigidi e tradizionalisti. La sua arte si sviluppa in modo autonomo e indipendente avvalorando lo spirito di inventiva e la capacità di saper vedere oltre la creazione estetica. Individua dei codici sottesi e sollecita l’immaginazione dello spettatore, che deve recepire il significato insito dietro l’apparenza enigmatica esteriore dell’opera. Fare arte per lui diventa una sfida avvincente, per riuscire a stupirsi e a stupire di continuo.”

“Marco Guglielmi, alias ReImmortal, is representative for an innovative artistic conception out of rigid and traditionalist academic schemes. His art develops in an autonomous and independent way, with the spirit of inventiveness and the ability to see beyond the aesthetic creation. He finds underlying codes and urges the spectator’s imagination, which must translate the meaning behind the seemming enigmatic appearance of the work. Making art for him becomes an engaging challenge, to amaze and be amazed continually.”


Prof. Vittorio Sgarbi, critico d’arte, scrittore, personaggio televisivo.
Recensione per il Premio Internazionale Arte Milano 2017:

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“La selezione del suo operato in occasione di questo prestigioso progetto attesta il valore della sua ricerca stilistica nel panorama artistico contemporaneo. La sua presenza è conferma che la creatività è una delle più importanti forme di trasmissione del sapere.”

“The selection of his work for this prestigious project confirms the value of his stylistic research in the contemporary art world. His presence is a confirmation that creativity is one of the most important forms of transmission of knowledge.”


Sandro Serradifalco Direttore Responsabile EA Effetto Arte.
Prefazione al mini-catalogo monografico ed. EA Effetto Arte 2017 in tiratura limitata e numerata. Premio Internazionale Arte Milano :

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“Le sculture di Marco Guglielmi narrano di una commistione inquietante tra uomo e macchina, laddove non si comprende più chi sia al servizio di cosa. Organi umani si innestano su macchine e ci ricordano alcuni film horror, in particolare “Il Pasto Nudo” di David Cronenberg. Opere sicuramente originali che si muovono sul confine tra orrore e ironia per scioccare l’osservatore e, al contempo, per farlo riflettere sugli eccessi della nostra società e sull’attuale condizione umana. Lo scultore enfatizza il tutto mediante l’uso di luci psichedeliche con colori acidi e forti in una coinvolgente dialettica espressiva che rende l’atmosfera di queste installazioni surreale. Gli assemblaggi di macchinari e le riprduzioni molto realistiche di organi umani creano scenografie quasi cinematografiche, che ipnotizzano il fruitore, il quale, olte al messaggio sotteso, non può non apprezzare anche la ricerca estetica di un artista visionario e dissacrante. Le sue composizioni si riferiscono a un reale riconoscibile, arricchito da un tocco straniante che diviene codice e metafora di un modo consapevole di esistere, che rimanda al genere fantascientifico traducendo così la sua sconfinata immaginazione.”

“Marco Guglielmi’s sculptures tell of a disturbing fusion between man and machine, where it is not clear who is at the service of who. Human organs are grafted on machines and remind us of some horror films, notably “Naked Lunch” by David Cronenberg. Definitely original works moving on the border between horror and irony to shock the observer and, at the same time, make him reflect on the excesses of our society and the current human condition. The sculptor emphasizes the use of strobe lights with acid colors in an immersive dialectics that makes the atmosphere of these installations. The assemblages of machinery and lifelike human organs create cinema scenes and hypnotize the viewer, which, besides the underlying message, cannot fail to appreciate the aesthetic of a visionary and irreverent artist. His compositions are taken from reality, yet enriched by a touch of alienation that refers to science fiction to express his boundless imagination.”